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Politica. Meridionalismo. Blues.

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venerdì 25 novembre 2022

Abbasso la propaganda.

 

Sto contro la propaganda, da sempre. Di qualsiasi natura e preparata per qualsiasi iniziativa commerciale o politica. La pubblicità è altro. Arte, se si può dire.
Cosa fa la propaganda? Il suo lavorio incessante ha creato un ambiente talmente condizionato che un politico di destra si può permettere di improvvisare o di proporre sempre il solito repertorio con qualche variazione, perché qualunque cosa dice atterra in un frame di destra pronto a raccoglierlo e valorizzarlo. Al contrario ogni iniziativa di sinistra nasce in un terreno ostile. Per esempio, senza fare nomi, esponenti di partiti di sinistra si sono dimostrati veramente interessati a questioni sociali e civili diciamo, urgenti. Ma quando gli si è fatto capire che il tipo di problemi da risolvere non potevano essere risolti con sporadici caffè, telefonate o scambi su whatsapp, ma bisognava dedicare tempo, risorse e persone (anche formando persone interne ai partiti), a quel punto si disimpegnano, cadendo nella routine polemica.
E poi c'è l'etern questione della selezione dei candidati, sempre estranei al pensiero collettivo, sempre lasciati ad autogovernare la propria immagine, qualsiasi essa sia e guadagnata senza fare, letteralmente, vita di partito e per il partito.
Poi ci si chiede sui social come mai accadano anche a sinistra le cose che accadono, volontariamente, a destra.

venerdì 28 ottobre 2022

Il sacrificio di fare gruppo.

Chi fra noi non fa parte di un gruppo. Chi non ne ha fatto parte, in qualche momento della sua vita e dove ha vissuto. E quanto sia soddisfacente il senso di appartenenza a qualche cosa che supera i singoli, quanto sia gratificante percepirsi come "noi", qualcosa che definisce anche la comunanza delle relazioni all'interno, lo dimostrano gli anni di esperienza comune. Più a lungo si è vissuto il gruppo, meglio si è affrontata la vita con le sue difficoltà.

Il primo sforzo è stato, sarà stato per tutti, trovare lo scopo comune del gruppo. Si deve considerare che i motivi per fare gruppo possono essere molti: può essere incarnato da una persona, rappresentato da un'idea, dall'affermazione di un valore, da un compito o soltanto dall'interesse a stare insieme, l'amicizia, il ricordo. Il fare proprio e sentire come proprio da parte di ciascuno l'obiettivo comune implica condivisione, comunicazione, accomunamento, unione. 

Nella nostra società fare gruppo pare, e probabilmente è, cosa positiva, idealizzata; il gruppo è il posto in cui attraverso comunicazioni intense e reciproche si realizza un'unità armonica, in cui ciascuno ha una collocazione paritaria, una partecipazione attiva e soddisfacente. 

Ma se si è fatta l'esperienza vera in un gruppo vero, i dati dell'esperienza non ne confer-mano l'immagine ottimistica e positiva. Ve ne sarete accorti che stazionano e si mettono in evidenza, dopo un primo periodo ieratico, felice e produttivo, divergenze, contrapposi-zioni e tensioni, anche aspre e dolorose. Come minimo si perdono amicizie fino a ieri date eterne. Ogni gruppo vive sentimenti ambivalenti, vissuti tra il desiderio di appar-tenere e darsi per quanto possibile a un'entità superiore e rassicurante e la spinta ad affer-mare e imporre i propri bisogni, la propria identità individuale. 

Sono in gioco intense e violente emozioni e si ricorre persino alle rappresentazioni idea-lizzate per tenerle a bada. Ma il periodo trascorso in gruppo è sempre e comunque indi-menticabile: è la forma di associazione tra umani più vera, dove si confrontano menti e logiche diverse. Stare in un gruppo significa che prima o poi ne ricorderemo volentieri l'esperienza.

venerdì 30 settembre 2022

Area nuova.

C'è un partito che perde consensi. Che scende a circa 5.000.000 di voti. Che è in crisi, di gestione e di motivazioni.
Ma se ne discute come se non ci fosse alternativa. Come se la legittimazione per un partito conservatore negli effetti delle sue scelte e delle politiche di governo nazionali, locali e internazionali fosse una fisima di elettori potenzialmente così arguti da poter elaborare altro tipo di comunità politica ma soddisfatti di criticare, anche ad alto livello, il partito della crisi.
E ogni giorno è peggio, nel senso peggiore del senso: si scarica su un partito di centro quello che a manca, manca. Ci manca solo l'OPA, per dirla finanziariamente.
Il giorno che leggerò un minor numero di commenti su un partito che non può rappresentare l'area, sarà un gran giorno, per me. Anche per quelli come me che hanno cercato sponda utilitaristica in cartelli elettorali. Ma cosa ci trovate...

 

venerdì 9 settembre 2022

Finti tifosi.

Ricordare di chiedere, quando si incontrerà un novello aspirante al seggio parlamentare o un vetusto politicante con carriera pluridecennale, se Egli ambisca a difendere una delle seguenti categorie e con quale priorità.
Così, per sapere se per caso abbia idea di cosa dovrebbe occuparsi nei giorni a venire oltre l'inaugurazione del suo nuovo appartamento a Roma, in affitto o di proprietà.
Il quesito è articolato, riguarda le libertà. Fate dire al candidato cosa pensi della libertà religiosa; poi della libertà economica; ed infine della libertà politica. E come voglia operare una volta dichiarata la scelta, che, confesso, è un tranello per verificare le vanità terrene del soggetto.
Ci sarà da sorridere amaramente. Molti cittadini intendono la rappresentanza come attività seria e questo viene banalizzato praticamente da tutti i candidati, per lo più nominati.

giovedì 28 luglio 2022

Fondamentalisti.

Prima o poi qualcuno avrebbe toccato il tema del fondamentalismo politico. Alcuni avrebbero voluto farlo prima di altri, sono certo, ma un poco di riservatezza può avere indotto a lasciare perdere un argomento tosto, quasi autolesionista.
Il fondamentalismo, dunque, esiste. Si evidenzia quando una forza politica - ma anche un gruppo ristretto di persone, un gruppo economico o religioso pretendono di modificare l'assetto della società civile secondo i propri principi, di fatto imponendoli agli altri cittadini.
E quando si avvicinano le elezioni, momento in cui i gruppi vincenti acquisiscono il diritto ad esercitare le loro prerogative, in modo democratico sia chiaro, si chiude il periodo precedente, fatto bene o male dai governanti legittimati decaduti e si apre un altro caotico momento in cui si è soggetti ad una pioggia tossica di messaggi contenenti invettive, ultimatum, adulazioni, poco eleganti inviti a tacere. Amicizie senza troppe esigenze e affetti vengono travolte da posizioni "fondamentaliste".
Qui si pretende, però, di salvare un tipo di fondamentalismo di reazione alla realtà grama, stitica e feroce che si vive, per alcuni versi ricattatoria. Se non si esige dagli eletti - ma anche dai candidati - un comportamento almeno dignitoso, se le scelte proposte sono difficilmente accettabili ma finiscono per essere ricatti buttati su un tavolo da gioco in cui i presunti giocatori forti dispongono di tutti i mezzi e gli altri subiscono, ecco, si realizza quel particolare momento in cui compare il fondamentalismo individuale che fa dire: no, tu no. Tu non avrai il mio consenso e te lo rendo noto.
Perchè le altre difese di fatto sono terminate.

lunedì 11 luglio 2022

Come vorresti essere informato?

Quando leggiamo una notizia o più frequentemente quando scorgiamo una condivisione di un articolo su un social siamo lì a cercare di immaginare e capire quanto il pezzo rifletta la realtà. Facile scoprire che quasi sempre l’articolo è diverso anche in modo opposto da altre dichiarate visioni della propria realtà.

Come è possibile? Da lettore a volte annoiato dalla ripetitività, a volte attirato in imboscate inverosimili su notizie romanzate ma scritte benissimo, a volte adirato per le incommensurabili botte di lingue al potere o al dissenso a tutti i costi, a volte sinceramente interessato a prese di posizione originali, penso che ogni articolo o pezzo ambisca seriamente ad essere obiettivo. Una pretesa che molte volte diventa sentenza inappellabile, anche per non dare alcuna possibilità di mediazione o opposizione.

E quindi, si dà maggior risalto a ciò che è a portata di mano, personale, elitario e negativo; oppure si fa grande assegnamento su fonti ufficiali o di alto livello, a volte sconosciute ai più (che colpa, che colpa) e quindi ritenute valide proprio perché dissidenti e non allineate.

Questo modo di scrivere o condividere favorisce la tutela della propria nicchia culturale, anche praticando il sensazionalismo. Genera immagini negative di comportamenti distanti culturalmente e fisicamente o di gruppi considerati devianti all'interno della società, secondo una morale autodefinita ufficiale e tipica delle élites, oppure garantisce maggiore spazio a coloro che detengono il potere e che mantengono lo status quo.

Come mi difendo? Leggendo, stando attento a cosa leggo, nel caso rileggendo. Una vita stancante. Potrei sbrigarmi e togliermi dagli imbarazzi coglioneggiando senza fine o andando a pescare, sempre che la pesca non risulti a sula volta una forma di adescamento sottile e appuntita.

domenica 10 luglio 2022

T-Bone Walker, il primo chitarrista elettrico del blues.

Era maggio 2020 quando pubblicai un ultimo pezzo sul blues che preferisco. Qualcosa si è rotto, nel frattempo, molto probabilmente, in prima persona, mi sono rotto di inseguire il fantasma di una pandemia avvertita in modo diverso da praticamente ognuno dei cittadini del mondo intero, almeno quelli consapevoli, informati.

Questo lungo lasso di tempo è stata una parentesi graffa. Nel senso che all'interno dei sigoli anni altre parentesi tonde e quadre si sono aperte e chiuse su ogni aspetto delle vite mia e di chi sta vicino a me. 

In questa domenica di luglio 2022 scatta il poco resistibile desiderio di condividere non so con chi l'esperienza di ascolto di un tipo di blues generato in piccole località dove erano grandi le ingiustizie sociali a spese dei lavoratori neri, in quel caso.(ma guarda, anche lì). Qui ora succede lo stesso fenomeno nei confronti dei lavoratori precari di tutti i settori, che se non avessero le famiglie di appartenenza come cuscinetto e ammortizzatore sarebbero, e ci sono, poveri veri costretti alla sussistenza.

T-Bone Walker, è lui l'eroe di questo appuntamento, fece leva sulla capacità di sviluppo tecnologico del suo essere musicista popolare. Siamo negli anni '40 del secolo scorso e da lì inizia un percorso denso di blues vero.

Il suo merito? T-Bone Walker introdusse la chitarra elettrica nel blues. Una cosa enorme, una sensazione di esordio elettrico continuo, una ricerca quotidiana di nuovi suoni ed emozioni arrivate intatte fino ad oggi.

Per capire di cosa stiamo parlando è necessario sentire bene il pezzo che vi propongo, una sorta di pietra d'angolo clamorosamente intatta del blues. Del blues che ci piace.

Call it stormy monday - T-Bone Walker.

https://www.youtube.com/watch?v=UhzAmBG96ZU