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giovedì 30 aprile 2026

La società reale e quella fantastica.

 


Se volete generalizziamo, anche se risulta poco "serio" nei riguardi di chi truffa i cittadini con comportamenti, per così dire, truccati: 

1) tutti i membri della società distinguono proposte ideali dalle reali; tutti sono in grado di distinguere ciò che si dovrebbe fare da ciò che si fa effettivamente; 

2) in ogni sistema sociale le proposte reali e quelle ideali non coincidono mai perfettamente; 

3) i membri di ogni sistema sociale sono sempre consapevoli del fatto che per la precedente regola la coincidenza perfetta non si verifica; 

4) tale consapevolezza crea a volte disagio e tensioni; 

5) la mancata coincidenza tra schemi reali e schemi ideali non può mai essere spiegata esclusivamente in termini di ipocrisia; alcuni degli schemi ideali sono sempre reciprocamente incompatibili; 

6) alcune possibilità di integrazione sociale sono legate proprio a tale mancata coincidenza tra schemi ideali e schemi reali; 

7) gli schemi ideali e quelli reali non possono coincidere perfettamente per due motivi: in primo luogo, ciò richiederebbe che tutti gli attori sociali avessero una conoscenza perfetta e consapevole di tutti gli schemi ideali e reali in ogni possibile circostanza; in secondo luogo, un sistema di questo tipo sarebbe estremamente precario, perché ogni cambiamento richiederebbe un riassetto immediato e totale di tutti gli schemi ideali e reali.

Ben si comprende dall'eptalogo molto semplificato, che essere turlupinati in sequenza è nelle corde di popoli che non attendono altro. Altrimenti farebbero a meno di darsi in pasto ad ogni occasione elettorale.

venerdì 3 aprile 2026

L'orgoglio sottomesso.

 



Oggi ho sentito dire al Ministro Giorgetti che la situazione geopolitica non dipende da noi. Lo dice riferendosi alla proroga concessa fino a maggio 26 per gli sconti sulle accise dopo gli aumenti indiscriminati dei carburanti di questi giorni.

Questa è una affermazione importante, nel senso che si intuisce che gli Stati Uniti esercitano una pressione fortissima sugli Stati “alleati” tale da non fornire alternative ideologiche e di manovra ai governi che lo affiancano acriticamente.

Eppure l’esito più significativo dell’avvento delle destre al governo doveva essere quello di creare in tempi brevi nei cittadini italiani un profondo senso di orgoglio per la propria indipendenza e autodeterminazione.

La sensazione di essere padroni del proprio destino, di tener testa ad altri Paesi e ai cattivi leaders avrebbe dovuto rendere il periodo estremamente eccitante e significativo per gli individui coinvolti. L'orgoglio nazionale può costituire un importante sostegno per un governo anche quando questo ha cominciato già da tempo a sperimentare notevoli difficoltà economiche o politiche.

Ma in Italia questo non succede, l’orgoglio nazionale non fiorisce. Non dico che non rinasce, non fiorisce. Di anni dall’avvento delle destre ne sono passati quattro, mi pare; da quel momento non ricordo nulla di veramente innovativo o caratteristico per le destre autoctone, che di nuovo hanno proposto un’alleanza antistorica con gli Stati Uniti retti da un’Amministrazione talmente egoista e incostante da mettere il governo italiano, dentro l’Europa retta dai centristi rosacei e azzurrini uniti per dividersi, nelle condizioni di soffrire – per la verità a soffrire sono le classi meno abbienti del popolo italiano – un anacronistico malessere economico.

La richiesta di indipendenza dall’Europa si dovrebbe trasformare nella richiesta di indipendenza dagli Stati Uniti; ma una tale giravolta richiede un coraggio qui sconosciuto. L’orgoglio è il coraggio di rivendicare la propria autonomia politica, mentre si rivendica la dipendenza petrolifera e dagli altri idrocarburi facendocela pagare carissima. E si opera con pezze e toppe, come sempre. L’Italia del calcio non riesce, come e più del resto, a dimostrare orgoglio. Il Paese è al contrario umile, in bambola, completamente.

Un vero, clamoroso insuccesso politico e culturale.