Si fa presto ad augurare “Buona fine e Buon principio”, riferendosi a questi due anni che si abbracciano questa sera. Uno stremato, arrivato alla fine dei suoi giorni con poco altro da dire e dimostrare ed un altro, troppo giovane per riuscire ad emettere suoni apprezzabili se non rumori sotto forma di petardi e fuochi d’artificio come primi vagiti.
A noi interessa la normalità, avere quasi tutto sotto controllo, vero? Vero in parte, gli scossoni sono a volte necessari, sempre che siano assorbibili e non definitivi.
Il preambolo augurale va nella direzione del desiderio di chiedere cambiamenti al nuovo anno, come se dipendesse dal passare del tempo e non dai comportamenti umani. Ecco, ci auguriamo cambiamenti volontari, sterzate senza derapate violente verso la convivenza civile. E chi non lo vorrebbe… Tranne coloro che vorrebbero il controllo su una società di sudditi, con regole uguali per tutti tranne che per se stessi; che vorrebbero i cittadini irreggimentati in categorie standard, con poca ma sbandierata libertà; che vorrebbero il controllo economico su tutti tranne che sui propri accoliti e si se stessi.
Ecco, stasera dovremmo spernacchiare costoro con la grazia di Totò; rinunciare a portare borracce piene di fiele; rifiutare di addormentarci sedati per ricominciare il primo dell’anno proprio come oggi.
Buon Anno Nuovo. Nuovo davvero.
Resta inteso che gli ingenui possono crederci. Mentre, per gli scaltri sarà semplice farlo credere. Invece, i mariuoli, hanno smesso da mò di volere cambiare. Forza.