Credo che si possa affermare che nei Paesi Occidentali manchino da troppo tempo le guide politiche. Quelle rappresentate e portate avanti da donne e uomini con obbiettivi abbastanza comuni da rappresentare un riferimento.
La guida politica si fare da supplente dai sistemi. Economico, finanziario, del potere fisico e minaccioso delle armi.
Nelle periferie, come la nostra penisola, non si manifesta una guida politica di una qualche rilevanza da troppo tempo. Si fa presto a dire Berlinguer, Moro, Berlusconi, La Malfa, Pannella. Non sono probabilmente in grado di citarli tutti, sono vittima anch’io del pressapochismo vigente.
Il sistema economico si impone anche nelle scelte della finta politica al governo, si vede nettamente. Ogni decisione presa, a partire dalle riforme, trova l’alibi della convenienza economica per una o più classi sociali. Non tiene conto delle conseguenze, non viene sufficientemente spiegata a nessuno, viene imposta a maggioranza. Non c’è certo da stupirsi. Si governa a colpi di maggioranza, dicono che sia democratico.
Ma perché non ci sono le guide politiche? Quelle autorevoli, fondate su esperienze collettive, progressiste, socialiste o conservatrici? Mi risponderei che è solo sciatteria, incapacità collettiva di selezionare o farsi selezionare come classe dirigente politica, oltre che culturale.
In Italia basta promettere una futura condizione economica migliore in senso assoluto per essere riconosciuti come credibili, per quei pochi mesi di governo che decide con i decreti legge. L'esperienza di Renzi insegna ma non ha insegnato abbastanza. Il mitico governo Meloni ha già superato tutti i record di decreti legge varati nei pochi mesi di vita che ha accumulato.
La guida politica di un partito, di un movimento, viene sostituita anche da guide ideologiche vecchissime, antiquate per censo, inapplicabili per la società odierna; ma che mantengono un fascino mitico, qualcosa a cui aggrapparsi, a volte in modo inconfessabile, per evitare di dichiararsi una maschera, un manichino incapace di avere vita propria e di progettare una società anche solo minimante diversa.
Abbiamo tutti bisogno, come società, come individui, di guide politiche. Di quelle personalità critiche, propositive, analitiche che sappiano dirci che l’economia, il sistema economico, è un pessimo consigliere, un ottimo selezionatore di perdenti, un sicuro fornitore di premi per i pochissimi vincitori di denaro a spese di troppi altri.
Non c’è tempo, non c’è tempo. Correte.